• Il test di amsler

    test di amsler

    La griglia di amsler è un test semplice che serve per monitorare la visione centrale che viene colpita da alcune patologie retiniche quali: la degenerazione maculare senile, l’edema maculare diabetico o secondario ad occlusioni vascolari retiniche, la corioretinopatia sierosa centrale, il foro retinico, il pucker maculare,…

    l test consiste in una griglia di linee orizzontali e verticali equidistanti tra di loro con un piccolo punto centrale.

    COME SI ESEGUE IL TEST?

    Il paziente deve indossare gli occhiali da vicino (se ne fa uso) e testare un occhio per volta, assicurandosi che vi sia una buona illuminazione e essere alla giusta distanza di lettura (comunemente i 30-40 cm)

    Fissando il puntino centrale deve valutare l’eventuale presenza o l’aumento di:


          • una macchia centrale fissa più o meno scuro
          • linee ondulate
          • distorte o interrotte
          • zone sfocate, annebbiate, nere
          • assenza del punto nero o di altre parti della griglia.

    IN QUESTI CASI PROGRAMMARE UNA VISITA CON TEMPESTIVITA’

    L’intero esame dura 10-15 Secondi.

    Le persone a cui è stata già fatta diagnosi di “maculopatia”  dovrebbero usare la griglia ogni due o tre giorni per verificare la presenza di eventuali cambiamenti nella visione.

    test di amsler
    test di amsler

    Attenzione

    IL TEST DI AMSLER NON SOSTITUISCE IN ALCUN CASO LA VISITA DELL’OCULISTA.

  • Retinite pigmentosa

    La Retinite pigmentosa (RP) è una distrofia retinica ereditaria, causata dalla perdita dei fotorecettori e caratterizzata da depositi retinici di pigmento visibili all’esame del fondo dell’occhio.

    Si stima che 1,39 milioni di individui nel mondo ne siano affetti. La malattia è ereditaria e il suo decorso naturale porta alla progressiva perdita della vista. E’ classificata tra le malattie non curabili ed è la terza causa di handicap visivo, la prima in pazienti al di sotto dei 60 anni di età.

    periferia

    La forma più comune è la distrofia tipo bastoncelli-coni, che insorge con cecità notturna, seguita dalla perdita progressiva della vista diurna, del campo visivo periferico, che può portare a cecità dopo diverse decadi.

    Generalmente, la RP non è sindromica anche se sono note diverse forme associate a sindromi, la più frequente delle quali è la sindrome di Usher (associata a sordità congenita profonda). Sono stati identificati circa 50 geni/loci responsabili della RP non sindromica (forme autosomiche dominanti, autosomiche recessive, legate all’X e digeniche).

    DIAGNOSI

    1. presenza di cecità notturna
    2. fotofobia e abbagliamento eccessivo
    3. limitazioni del campo visivo
    4. lesioni tipiche nel fondo dell’occhio
    5. ERG ipovoltato

    La diagnosi molecolare è possibile per alcuni geni, ma, di regola, non viene eseguita a causa dell’estrema eterogeneità genetica della malattia. La consulenza genetica è sempre indicata.

    TERAPIA

    Al momento, non è disponibile una terapia in grado di arrestare la progressione della malattia o di restituire la vista; pertanto, la prognosi è infausta. L’approccio terapeutico permette di rallentare il processo degenerativo e consiste nella protezione dalla luce solare e nella terapia vitaminica, nel trattamento delle complicanze (cataratta e edema maculare) e nell’aiutare i pazienti a fare fronte ai problemi sociali e psicologici correlati alla cecità.

    RICERCA

    La ricerca scientifica è molto attiva e stanno emergendo nuove strategie terapeutiche stanno emergendo nuove strategie terapeutiche che spaziano dalla terapia genica alla neuroprotezione alle protesi retiniche. In questo constesto si è appena conclusa in Giappone la fase 3 dello studio clinico sull’efficacia e la sicurezza dell’Unoprostone (UF-021) in soluzione oftalmica per il trattamento della retinite pigmentosa. Lo studio si è svolto nell’arco di due anni consecutivi su 180 pazienti trattati in 38 centri in Giappone. L’endpoint principale dello studio era la modificazione dei valori di sensibilità retinica media su quattro punti centrali , rilevata attraverso Humphrey Field Analyzer (HFA). Rispetto al gruppo trattato con placebo, la differenza non è risultata statisticamente significativa. E’ stato tuttavia rilevato un miglioramento statisticamente significativo della sensibilità retinica e dell’acuità visiva rispetto al giorno 0 dello studio nel gruppo trattato con UF-021, a fronte di una progressiva riduzione del campo visivo (Goldmann) nel gruppo di controllo. Si è registrato inoltre un incremento statisticamente significativo del punteggio totale del VFQ-25 nel gruppo UF-021. I prostoni sono una classe di acidi grassi con effetto simile a quello delle prostaglandine, ma privi degli effetti collaterali delle stesse. Usati come farmaci antiglaucomatosi per le loro proprietà ipotensive, si sono dimostrati in grado di esplicare un’azione protettiva sui nervi ottici in vitro e di migliorare la microcircolazione oculare nel glaucoma a pressione normale.

  • Il test di amsler

    test di amsler

    La griglia di amsler è un test semplice che serve per monitorare la visione centrale che viene colpita da alcune patologie retiniche quali: la degenerazione maculare senile, l’edema maculare diabetico o secondario ad occlusioni vascolari retiniche, la corioretinopatia sierosa centrale, il foro retinico, il pucker maculare,…

    Attenzione

    IL TEST DI AMSLER NON SOSTITUISCE IN ALCUN CASO LA VISITA DELL’OCULISTA.

    l test consiste in una griglia di linee orizzontali e verticali equidistanti tra di loro con un piccolo punto centrale.

    ISTRUZIONI PER ESEGUIRE IL TEST

    Il paziente deve indossare gli occhiali da vicino (se ne fa uso) e testare un occhio per volta, assicurandosi che vi sia una buona illuminazione e i essere alla giusta distanza di lettura.

    Fissando il puntino centrale deve valutare l’eventuale presenza di: linee ondulate, distorte o interrotte, zone sfocate, annebbiate, nere, assenza del punto nero o di altre parti della griglia.

    L’intero esame dura 10-15 Secondi.
    Le persone a cui è stata già fatta diagnosi di “maculopatia” (DMLE, foro retinico, …), dovrebbero usare la griglia ogni due o tre giorni per verificare la presenza di eventuali cambiamenti nella visione.

    ESEGUIRE UNA VISITA OCULISTICA CON TEMPESTIVITA’ se si vedono linee ondulate, distorte o interrotte, zone sfocate, annebbiate o nere, assenza del punto nero o di altre parti della griglia o se si nota la presenza di nuove aree di distorsione, di nuove linee ondulate o l’ampliamento di eventuali macchie (in particolare verso il centro della griglia), eseguire una visita oculistica il più presto possibile.

  • Cheratocongiuntivite vernal

    congiuntivite

    La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una patologia infiammatoria cronica che colpisce sia la congiuntiva tarsale e/o bulbare sia la cornea. E’ bilaterale, a volte asimmetrica, stagionale, ad eziologia sconosciuta, con riacutizzazioni nel periodo primavera estate (=vernal)

    La VKC colpisce soprattutto i bambini maschi (3:1) di età compresa dai 3 ai 5 anni fino ai 20 anni di età con un picco di incidenza tra gli 11 e i 20 anni. Una storia familiare di atopia è presente nel 40% dei soggetti.

    E’ prevalentemente diffusa nelle aree a clima caldo e temperato come il bacino del Mediterraneo, nord e ovest dell’Africa, il Medio Oriente, la penisola dell’Anatolia, la penisola arabica, parti dell’India, il Pakistan, il Giappone, l’America centrale e meridionale.

    Sintomi e segni oculari

    • Prurito
    • Bruciore
    • Lacrimazione
    • Senso di corpo estraneo
    • Secrezione di muco filamentoso ed viscoso ("ropy discharge")
    • Intenso fastidio alla luce, soprattutto all0'esterno, ma anche al risveglio nei casi più gravi

    Quando la fotofobia è molto intensa è utile utilizzare occhiali scuri e cappellini ed è ovviamente necessario escludere rapidamente una lesione della cornea con una valutazione oculistica.

    La neve, le luci alogene (neon), gli schermi luminosi (computer, televisione) sono potenziali fattori favorenti la VKC.

    La sintomatologia si protrae anche in estate e la terapia a base di farmaci anti-infiammatori non steroidei ed antistaminici (sia locali che sistemici) è efficace solo nelle forme meno severe.

    • Arrossamento congiuntivale
    • Ipertrofia papillare (tarsale superiore: papille gigante ad acciottolato romani ("cobblestone") spesso causa di ptosi palpebrale
    Hornere's dots
    • Depositi gialli puntiformi a livello del limbus, noti come punti di Horner–Trantas(“Horner–Trantas’s dots“)
    • Interessamento corneale: erosioni, cheratite puntata, neovascolarizzazione cornealee ulcere a scudo (“shield ulcers“)
    • pseudogerontoxon
    • allungamento delle ciglia superiori (anche 2 cm)

    COMPLICANZE a lungo termine

    • Cicatrici corneali centrali (leucomi stromali corneali)
    • Cheratocono, astigmatismo, esiti cicatriziali da infezioni sovrapposte.
    • Infine, l’impiego prolungato di corticosteroidi può determinare effetti collaterali importanti quali aumento della pressione oculare, glaucoma, cataratta.

    Secondo i dati della letteratura, una percentuale variabile dal 2 al 20% dei pazienti non adeguatamente trattati va incontro a sequele permanenti.

    shields ulcer

    Diagnosi

    Anamnesi e caratteristiche cliniche sono fondamentali per la diagnosi, mentre i test di laboratorio non sono ad oggi dirimenti.

    Gli elementi anamnestici e clinici che devono indurre alla diagnosi di VKC sono:

    • l'età all'esordio
    • l’andamento tipicamente stagionale primaverile-estivo, anche fino all’autunno
    • perdurare e l’aggravarsi dei sintomi in estate
    • l’inefficacia dei comuni trattamenti antiallergici, specie degli antistaminici, per via oculare, ma soprattutto per via generale
    • la dipendenza dai corticosteroidi, unici farmaci in grado di controllare la malattia efficacemente

    L’esame obiettivo oculare è volto essenzialmente alla ricerca di quattro segni (score oculare):

    • iperemia congiuntivale
    • ipertrofia papillare a livello della congiuntiva tarsale (caratterizzata da papille di diametro fino a 3 mm)
    • papille giganti (di diametro da 3 a oltre 6 mm), tipicamente presenti a livello della congiuntiva tarsale superiore
    • presenza di papille nella regione del limbus (noduli di Trantas)

    Terapia

    Forme lievi e medie

    Evitare gli allergeni e gli stimoli irritanti (sole, vento, ecc…) può essere utile, così come applicare impacchi di acqua fresca o lacrime artificiali.

    • colliri antistaminici (ketotifene, olopatadina, azelastina)
    • inibitori della degranulazione dei mastociti  (disodiocromoglicato, nedocromile)
    • antinfiammatori non  steroidei
    • lacrime artificiali

    Forme gravi

    • colliri corticosteroidi (fluorometolone, loteprednol, desametasone)
    • colliri con Ciclosporina che è stata utilizzata in diverse concentrazioni e in formulazione oleosa (prodotto galenico)

    Ad oggi sono in corso studi clinici con Tacrolimus (FK506) e la mitomicina C allo 0,01%.

  • Occhio e Fumo

    occhio e fumo

    Che il fumo provochi gravi danni all’organismo è ormai noto…

    Le sostanze generate dalla combustione della sigaretta provocano seri danni agli apparati respiratorio e vascolare (con ripercussioni cardiache, cerebrali, e circolazione arteriosa periferica), emoglobina, cavità orale e laringe, primo tratto delle vie digestive, apparato urogenitale, pancreas.

    Il fumo facilita l’insorgenza di ulcera gastrica e duodenale. Le donne che fumano durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di partorire prematuramente, mettendo i loro bambini a più alto rischio per una malattia potenzialmente accecante chiamata retinopatia della prematurità, nonché altri problemi di salute. Ineonati di madri fumatrici hanno un rischio di mortalità perinatale più elevato.

    Il fumo aumenta il rischio di sviluppare la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età (AMD), prima causa di ipovisione nel mondo occidentale. Inoltre il fumo di tabacco è un irritante è può contribuire al peggioramento dell’occhio secco.

    Quanto più una persona fuma, maggiori sono i rischi.

    Chi smette di fumare diminuisce costantemente i rischi legati a queste patologie, tanto che dopo 10 anni è paragonabile a quello di chi non ha mai fumato.

    Quindi evitare o smettere di fumare, è uno dei migliori investimenti a lungo termine che si possono fare per la salute…anche degli occhi!

    occhio e fumo
  • Occhio ai giocattoli

    occhio ai giocattoli
    occhio ai giocattoli

    Giochi e giocattoli pericolosi per gli occhi dei bambini senza la supervisione degli adulti.

    E non è sempre facile per un adulto acquistare il giocattolo “giusto”, quello che sicuramente piacerà al nostro piccolo amico, che ci farà diventare il suo super eroe. Su una cosa però NON possiamo e dobbiamo sbagliare: Il giocattolo deve essere sicuro (controllare sempre che ci sia la certificazione CE, l’età). I danni che ne possono derivare possono essere molto gravi con lesioni permanenti e irreversibili.

    danni alla vista possono essere lievi e superficiali (piccolo graffio alla superficie esterna dell’occhio) oppure determinare alterazioni molto gravi come cataratta da trauma o un distacco della retina.

    giocattoli pericolosi per l'occhio

    Sono OGGETTI DA EVITARE

    • Pistole che sparano qualsiasi tipo di proiettile e cerbottane
    • Fionde che sparano gavettoni/sassi
    • Giochi che contengono una canna da pesca (o un bastone allungabile)
    • Spade, sciabole, pugnali ma anche bacchette magiche
    • Arco e frecce
    • Freccette
    • Bombolette spara-ragnatele, in realtà sparano un composto chimico che può creare irritazioni e la cosiddetta congiuntivite chimica
    • Puntatori laser e torce a LED
    • Fuochi di artificio
    • Giocattoli con spigoli vivi e taglienti

    Cosa non fare?

    • PERDERE LA CALMA
    • Evitate di aprire a tutti i costi le palpebre per vedere ciò che è successo
    • NON cercare di controllare la vista
    • NON premere sulle palpebre o sull’occhio (potrebbe essere rotto)
    • NON pulire o disinfettare l’occhio e le palpebre
    giocattoli da evitare

    Cosa fare?

Dottor Fabrizio Scotti

Sono un medico oculista ospedaliero e svolgo la libera professione nel mio studio a Cernusco sul Naviglio, in Martesana. Visito privatamente anche in due studi oculistici a Milano e Bergamo. I pazienti si rivolgono a me per regolari controlli della vista o per risolvere problematiche oculari importanti.

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