Il test di amsler

La griglia di amsler è un test semplice che serve per monitorare la visione centrale che viene colpita da alcune patologie retiniche quali: la degenerazione maculare senile, l’edema maculare diabetico o secondario ad occlusioni vascolari retiniche, la corioretinopatia sierosa centrale, il foro retinico, il pucker maculare,…

Attenzione

IL TEST DI AMSLER NON SOSTITUISCE IN ALCUN CASO LA VISITA DELL’OCULISTA.

l test consiste in una griglia di linee orizzontali e verticali equidistanti tra di loro con un piccolo punto centrale.

ISTRUZIONI PER ESEGUIRE IL TEST

Il paziente deve indossare gli occhiali da vicino (se ne fa uso) e testare un occhio per volta, assicurandosi che vi sia una buona illuminazione e i essere alla giusta distanza di lettura.

Fissando il puntino centrale deve valutare l’eventuale presenza di: linee ondulate, distorte o interrotte, zone sfocate, annebbiate, nere, assenza del punto nero o di altre parti della griglia.

L’intero esame dura 10-15 Secondi.
Le persone a cui è stata già fatta diagnosi di “maculopatia” (DMLE, foro retinico, …), dovrebbero usare la griglia ogni due o tre giorni per verificare la presenza di eventuali cambiamenti nella visione.

ESEGUIRE UNA VISITA OCULISTICA CON TEMPESTIVITA’ se si vedono linee ondulate, distorte o interrotte, zone sfocate, annebbiate o nere, assenza del punto nero o di altre parti della griglia o se si nota la presenza di nuove aree di distorsione, di nuove linee ondulate o l’ampliamento di eventuali macchie (in particolare verso il centro della griglia), eseguire una visita oculistica il più presto possibile.

Cheratocongiuntivite vernal

La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una patologia infiammatoria cronica che colpisce sia la congiuntiva tarsale e/o bulbare sia la cornea. E’ bilaterale, a volte asimmetrica, stagionale, ad eziologia sconosciuta, con riacutizzazioni nel periodo primavera estate (=vernal)

La VKC colpisce soprattutto i bambini maschi (3:1) di età compresa dai 3 ai 5 anni fino ai 20 anni di età con un picco di incidenza tra gli 11 e i 20 anni. Una storia familiare di atopia è presente nel 40% dei soggetti.

E’ prevalentemente diffusa nelle aree a clima caldo e temperato come il bacino del Mediterraneo, nord e ovest dell’Africa, il Medio Oriente, la penisola dell’Anatolia, la penisola arabica, parti dell’India, il Pakistan, il Giappone, l’America centrale e meridionale.

Sintomi e segni oculari

  • Prurito
  • Bruciore
  • Lacrimazione
  • Senso di corpo estraneo
  • Secrezione di muco filamentoso ed viscoso ("ropy discharge")
  • Intenso fastidio alla luce, soprattutto all0'esterno, ma anche al risveglio nei casi più gravi

Quando la fotofobia è molto intensa è utile utilizzare occhiali scuri e cappellini ed è ovviamente necessario escludere rapidamente una lesione della cornea con una valutazione oculistica.

La neve, le luci alogene (neon), gli schermi luminosi (computer, televisione) sono potenziali fattori favorenti la VKC.

La sintomatologia si protrae anche in estate e la terapia a base di farmaci anti-infiammatori non steroidei ed antistaminici (sia locali che sistemici) è efficace solo nelle forme meno severe.

  • Arrossamento congiuntivale
  • Ipertrofia papillare (tarsale superiore: papille gigante ad acciottolato romani ("cobblestone") spesso causa di ptosi palpebrale
Hornere's dots
  • Depositi gialli puntiformi a livello del limbus, noti come punti di Horner–Trantas(“Horner–Trantas’s dots“)
  • Interessamento corneale: erosioni, cheratite puntata, neovascolarizzazione cornealee ulcere a scudo (“shield ulcers“)
  • pseudogerontoxon
  • allungamento delle ciglia superiori (anche 2 cm)

COMPLICANZE a lungo termine

  • Cicatrici corneali centrali (leucomi stromali corneali)
  • Cheratocono, astigmatismo, esiti cicatriziali da infezioni sovrapposte.
  • Infine, l’impiego prolungato di corticosteroidi può determinare effetti collaterali importanti quali aumento della pressione oculare, glaucoma, cataratta.

Secondo i dati della letteratura, una percentuale variabile dal 2 al 20% dei pazienti non adeguatamente trattati va incontro a sequele permanenti.

shields ulcer

Diagnosi

Anamnesi e caratteristiche cliniche sono fondamentali per la diagnosi, mentre i test di laboratorio non sono ad oggi dirimenti.

Gli elementi anamnestici e clinici che devono indurre alla diagnosi di VKC sono:

  • l'età all'esordio
  • l’andamento tipicamente stagionale primaverile-estivo, anche fino all’autunno
  • perdurare e l’aggravarsi dei sintomi in estate
  • l’inefficacia dei comuni trattamenti antiallergici, specie degli antistaminici, per via oculare, ma soprattutto per via generale
  • la dipendenza dai corticosteroidi, unici farmaci in grado di controllare la malattia efficacemente

L’esame obiettivo oculare è volto essenzialmente alla ricerca di quattro segni (score oculare):

  • iperemia congiuntivale
  • ipertrofia papillare a livello della congiuntiva tarsale (caratterizzata da papille di diametro fino a 3 mm)
  • papille giganti (di diametro da 3 a oltre 6 mm), tipicamente presenti a livello della congiuntiva tarsale superiore
  • presenza di papille nella regione del limbus (noduli di Trantas)

Terapia

Forme lievi e medie

Evitare gli allergeni e gli stimoli irritanti (sole, vento, ecc…) può essere utile, così come applicare impacchi di acqua fresca o lacrime artificiali.

  • colliri antistaminici (ketotifene, olopatadina, azelastina)
  • inibitori della degranulazione dei mastociti  (disodiocromoglicato, nedocromile)
  • antinfiammatori non  steroidei
  • lacrime artificiali

Forme gravi

  • colliri corticosteroidi (fluorometolone, loteprednol, desametasone)
  • colliri con Ciclosporina che è stata utilizzata in diverse concentrazioni e in formulazione oleosa (prodotto galenico)

Ad oggi sono in corso studi clinici con Tacrolimus (FK506) e la mitomicina C allo 0,01%.

Occhio e Fumo

Che il fumo provochi gravi danni all’organismo è ormai noto…

Le sostanze generate dalla combustione della sigaretta provocano seri danni agli apparati respiratorio e vascolare (con ripercussioni cardiache, cerebrali, e circolazione arteriosa periferica), emoglobina, cavità orale e laringe, primo tratto delle vie digestive, apparato urogenitale, pancreas.

Il fumo facilita l’insorgenza di ulcera gastrica e duodenale. Le donne che fumano durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di partorire prematuramente, mettendo i loro bambini a più alto rischio per una malattia potenzialmente accecante chiamata retinopatia della prematurità, nonché altri problemi di salute. Ineonati di madri fumatrici hanno un rischio di mortalità perinatale più elevato.

Il fumo aumenta il rischio di sviluppare la cataratta e la degenerazione maculare legata all’età (AMD), prima causa di ipovisione nel mondo occidentale. Inoltre il fumo di tabacco è un irritante è può contribuire al peggioramento dell’occhio secco.

Quanto più una persona fuma, maggiori sono i rischi.

Chi smette di fumare diminuisce costantemente i rischi legati a queste patologie, tanto che dopo 10 anni è paragonabile a quello di chi non ha mai fumato.

Quindi evitare o smettere di fumare, è uno dei migliori investimenti a lungo termine che si possono fare per la salute…anche degli occhi!

occhio e fumo

Occhio ai giocattoli

occhio ai giocattoli

Giochi e giocattoli pericolosi per gli occhi dei bambini senza la supervisione degli adulti.

E non è sempre facile per un adulto acquistare il giocattolo “giusto”, quello che sicuramente piacerà al nostro piccolo amico, che ci farà diventare il suo super eroe. Su una cosa però NON possiamo e dobbiamo sbagliare: Il giocattolo deve essere sicuro (controllare sempre che ci sia la certificazione CE, l’età). I danni che ne possono derivare possono essere molto gravi con lesioni permanenti e irreversibili.

danni alla vista possono essere lievi e superficiali (piccolo graffio alla superficie esterna dell’occhio) oppure determinare alterazioni molto gravi come cataratta da trauma o un distacco della retina.

giocattoli pericolosi per l'occhio

Sono OGGETTI DA EVITARE

  • Pistole che sparano qualsiasi tipo di proiettile e cerbottane
  • Fionde che sparano gavettoni/sassi
  • Giochi che contengono una canna da pesca (o un bastone allungabile)
  • Spade, sciabole, pugnali ma anche bacchette magiche
  • Arco e frecce
  • Freccette
  • Bombolette spara-ragnatele, in realtà sparano un composto chimico che può creare irritazioni e la cosiddetta congiuntivite chimica
  • Puntatori laser e torce a LED
  • Fuochi di artificio
  • Giocattoli con spigoli vivi e taglienti

Cosa non fare?

  • PERDERE LA CALMA
  • Evitate di aprire a tutti i costi le palpebre per vedere ciò che è successo
  • NON cercare di controllare la vista
  • NON premere sulle palpebre o sull’occhio (potrebbe essere rotto)
  • NON pulire o disinfettare l’occhio e le palpebre
giocattoli da evitare

Cosa fare?

Retinopatia diabetica e lucentis

Il farmaco anti-VEGF Lucentis® (ranibizumab) 0.3 mg è stato recentemente approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) per il trattamento della Retinopatia diabetica associata o meno ad Edema Maculare Diabetico.

Il Lucentis è stato creato per inibire una sostanza denominata fattore di crescita vascolare endoteliale A (VEGF-A), presente ad alte concentrazioni negli occhi dei pazienti affetti ed è responsabile della crescita dei vasi sanguigni e della fuoriuscita di liquido.

Il Lucentis è già approvato per altre patologie retiniche come:

  • nAMD: degenerazione maculare legata all’età di tipo essudativo
  • DME: edema maculare diabetico
  • ME-BRVO/CRVO: secondario a occlusione venosa retinica di branca/centrale
  • CNV-MP: neovascolarizzazione coroideale secondaria a miopia patologica
  • CNV associata a cause diverse dalla nAMD e CNV-MP
lucentis e retinopatia diabetica

E’ importante ricordare che Il farmaco viene iniettato all’interno dell’occhio in sala operatoria da un medico oculista specializzato in malattie retiniche e, l’indicazione a tale terapia  deve essere proposta solo da un oculista, dopo approfondita visita e accertamenti diagnostici strumentali (fluorangiografia retinica, angiografia con verde indicianina, OCT, angio-OCT).

Computer Vision Syndrome

Senso di stanchezza, bruciore, arrossamento, lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, fotofobia, mal di testa, dolori al collo,…Sono sono alcuni dei sintomi che sono maggiormente correlati all’uso dei dispositivi elettronici e che fanno parte di quella che gli anglosassoni chiamano Computer Vision Syndrome o CVS.

computer vision syndrome

La ricerca dimostra che i problemi oculari correlati all’utilizzo del computer sono comuni.

Si stima che circa il 50%-90% delle persone che lavorano davanti allo schermo di un computer, arrivano a sperimentare almeno alcuni dei sintomi caratteristici dei problemi oculari.

I sintomi della CVS non si presentano necessariamente tutti insieme e variano molto da persona a persona, a seconda delle abitudini e del modo in cui si sta davanti al computer, la televisione o di come si utilizzano smartphone e tablet.

La CVS è solitamente transitoria e i suoi sintomi si attenuano con qualche ora di riposo, passata a debita distanza dagli schermi.

Gravidanza, allattamento e vista

L’altro giorno ho visitato una futura giovane mamma che mi ha chiesto se allattare facesse peggiorare la miopia. Siccome domande sul tema mi vengono poste con una certa frequenza, ho pensato di scrivere un post dove spiegare cosa succede agli occhi durante la gravidanza e l’allattamento.

INNANZITUTTO TENGO A PRECISARE CHE L’ALLATTAMENTO AL SENO È UN BENE PREZIOSO PER LA MAMMA E I NOSTRI FIGLI…E NON VA INTERROTTO SE NON PER PROBLEMI IMPORTANTI E GRAVI e DOPO AVER CONSULTATO IL PROPRIO MEDICO.E ANCHE CHI È MIOPE PUÒ ALLATTARE SENZA NESSUN PROBLEMA.

E’ probabile che durante la gravidanza e l’allattamento si verifichino problemi visivi più o meno fastidiosi ma questi non devono, nella maggior parte dei casi, creare ansia e preoccupazione.

gravidanza allattamento e vista

Le alterazioni oculari posso essere divise in fisiologiche e patologiche, le quali possono essere ulteriormente divise in:

  • Alterazioni oculari che compaiono per la prima volta durante la gravidanza
  • Alterazioni oculari note preesistenti e che si modificano durante la gravidanza
  • Complicazioni oculari correlate a patologie sistemiche: preeclampia/eclampisa, ipertensione intracranica, diabete, …

La maggior parte di questi sintomi sono di breve entità, transitori e non richiedono terapie complesse…e mediamente scompaiono nei primi due mesi dopo il parto.

In ogni caso è sempre opportuno consultare il proprio oculista soprattutto se si soffre di diabete o ipertensione o se si hanno alterazioni oculari importanti, già note, come il glaucoma o una miopia elevata.

Ecco di seguito alcune domande e risposte che credo possano interessare tutte le donne che sono (o saranno) in dolce attesa o hanno appena partorito.

La gravidanza e l'allattamento provocano un aumento della miopia?

Assolutamente NO, ed è ormai stato ampiamente dimostrato. Generalmente la miopia tende fisiologicamente a peggiorare progressivamente negli anni, ma questo vale per tutti, uomini, donne in dolce attesa o no. A volte il peggioramento si nota nel puerperio, ma normalmente è un’alterazione transitoria.

Può capitare di vedere più sfuocato?

SI, è possibile. Ciò può accadere per due ragioni:

1) carenza di ferro e transferrina, necessarie al trasporto di ossigeno indispensabile per il buon funzionamento della retina. In questo caso è utile consultare il proprio ginecologo per valutare se necessario o no l’assunzione di eventuali integratori, e se rivolgersi al medico oculista.

2) sbalzi ormonali che si verificano in gravidanza in particolare l’aumento del progesterone, che possono causare un maggiore ispessimento della cornea, con conseguente modificazione temporanea della miopia.

Può capitare di soffrire di secchezza oculare?

, è un sintomo frequente.  Infatti, le variazioni ormonali, determinano una diminuzione della quantità del film lacrimale e un aumento della sua componente lipidica causando la sensazione di occhio secco (sensazione di corpo estraneo nell’occhio). Tale sensazione può essere più accentuata soprattutto se si lavora per molte ore davanti al computer/smartphone. Utile in questi casi ricordarsi di ammiccare di più, di fare delle pause di qualche minuto e di usare lacrime artificiali, meglio senza conservanti.

Il parto naturale può essere dannoso per chi ha problemi di vista?

Solo in pochissimi e particolarissimi casi.  In particolare le donne molto miopi (sopra le 10 diottrie di miopia) dovrebbero effettuare una visita oculistica poco prima del parto per controllare la salute della retina e valutare se il parto naturale possa determinare un maggior rischio di rottura o distacco di retina.  E’ importante precisare però che non esiste alcuna evidenza scientifica che questo evento, pur più frequente nel miope elevato, possa essere scatenato da un parto naturale.

Si possono usare lenti a contatto?

SI. E’ importante sapere che potrà essere più difficoltoso indossarle, soprattutto quelle morbide, per le ragioni sopraesposte: riduzione del film lacrimale e modificazione della curvatura della cornea. Tali cambiamenti sono transitori e nel giro di un paio di mesi dopo il parto tutto torna come prima.

La visione di "scintille" davanti agli occhi sono preoccupanti?

SI, se tali episodi si verificano in modo ripetuto nel corso della giornata e nei giorni: in questo caso fare una visita oculistica con urgenza per valutare la salute della retina. Anche la carenza di ferro o gli sbalzi pressori possono causare questa sintomatologia. Se sono associati ad un aumento generale della pressione arteriosa (soprattutto la minima), è bene consultare subito il proprio ginecologo per gli opportuni accertamenti.

Durante I nove mesi è consigliabile una visita oculistica?

ASSOLUTAMENTE SI, in caso di diabete (gestazionale e preesistente) , di ipertensione arteriosa (gestazionale e preesistente) e nel caso in cui la mamma contragga la toxoplasmosi durante i nove mesi di gravidanza.

CONSIGLIABILE a chi è miope, soffre di glaucoma o di altre patologie oculari o a chi non fa un controllo da molto tempo.

Referenze:

  • Khawla AS. The eye and visual system in pregnancy, what to expect? An in-depth review. Oman J Ophthalmol. 2013 May-Aug; 6(2): 87–91.
  • Gotovac M et al. Eye and pregnancy. Coll Antropol.2013 Apr;37 Suppl 1:189-93.
  • Grant AD. The eye in pregnancy: ophthalmologic and neuro-ophthalmologic changes. Clin Obstet Gynecol. 2013 Jun;56(2):397-412
  • Milazzo S et al. Understanding refraction disorders and oculomotor problems during pregnancy]. J Fr Ophtalmol. 2010 May;33(5):368-71
  • Padmanabhan P. Pregnancy-triggered iatrogenic (post-laser in situ keratomileusis) corneal ectasia–a case report. Cornea. 2010 May;29(5):569-72.

Sindrome dell’occhio secco

La sindrome dell’occhio secco è una patologia molto frequente che colpisce dal 5 al 15% della popolazione con sintomi che peggiorano con l’avanzare dell’età ed è causata da una lacrimazione insufficiente o da un’eccessiva evaporazione. Questa patologia può essere molto fastidiosa: l’occhio poco lubrificato infatti si irrita con più facilità, è ipersensibile agli agenti esterni e porta a un affaticamento della vista.

La sindrome dell’occhio secco può anche influenzare i risultati della chirurgia LASIK e della cataratta.

Sintomi

  • Sensazione di bruciore
  • Prurito agli occhi
  • Abbondante lacrimazione
  • Occhi pesanti
  • Occhi affaticati
  • Occhi dolenti
  • Occhi rossi
  • Sensazione di secchezza (sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio)
  • Senso di fastidio provocato dalla luce (fotofobia)
  • Visione offuscata

Oltre a questi sintomi, la sindrome dell’occhio secco può causare:

  • infezioni ricorrenti
  • blefarite
  • meibomite
  • orzaioli
  • calazi
  • con piccole ulcerazioni dell’epitelio corneale (casi più gravi)

I FATTORI ASSOCIATI all’occhio secco:

  • Uso del computer
  • lenti a contatto
  • L'invecchiamento
  • Menopausa
  • condizionata, ventilatori a soffitto e i sistemi di riscaldamento ad aria forzata
  • Climi aridi e condizioni asciutte o ventose
  • Volare
  • Fumo
  • Problemi alle palpebre
  • LASIK e altri interventi di chirurgia refrattiva corneale

MALATTIE ASSOCIATE all’occhio secco:

  • Diabete
  • Distiroidismo
  • Artrite reumatoide
  • sindrome di Sjögren

FARMACI ASSOCIATI all’occhio secco:

Molti medicinali soggetti a prescrizione e senza ricetta aumentano il rischio di sintomi di secchezza oculare, tra cui:

  • antistaminici
  • antidepressivi
  • alcuni farmaci per la pressione arteriosa
  • pillole anticoncezionali
Sindrome dell'occhio secco

LA DIAGNOSI

L’unico modo per sapere con certezza se hai la sindrome dell’occhio secco cronico è che il tuo oculista esegua durante una visita oculistica uno o più test specifici per individuare tale patologia. In genere la scelta viene fatta in base alla gravità dei sintomi e alla causa sospettata. I principali esami che vengono svolti sono:

sindrome dell'occhio secco

La prevenzione e trattamento

È opportuno curare i sintomi fin dall’inizio, rivolgendosi a un oculista.

Le opzioni terapeutiche tradizionali consistono:

 Una delle terapie più innovative e risolutive consiste nella nuovissima IRPL (Intense Regulated Pulsed Light) detta anche tecnologia a LUCE PULSATA (IPL) che stimola le ghiandole di Meibomio a riprendere il loro normale funzionamento.

Cataratta pseudoesfoliativa

La cataratta insorge con l’avanzare dell’età e consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, che è la lente naturale dell’occhio. 

sintomi più comuni della cataratta sono:

  • visione annebbiata o sfuocata
  • problemi visivi con le luci, per esempio i fari delle macchine che ci vengono incontro, o i lampioni di strada, o aloni attorno alle lampadine o al sole.
  • alterata visione dei colori
  • visione doppia
  • necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali.

Quelli sono diversi tipi di cataratta

  • Cataratta senile
  • Cataratta congenita
  • Cataratta secondaria ad altri problemi, come il diabete o che necessitano di terapie prolungate con cortisone.
  • Cataratta traumatica

L’intervento chirurgico è l’unico trattamento efficace.

SINDROME PSEUDO ESFOLIATIVA (PEX)

La sindrome Pseudo Esfoliativa o PEX è una malattia sistemica, correlata all’età, caratterizzata dalla produzione di materiale fibrillare, di origine sconosciuta, depositato nella matrice extracellulare di vari tessuti ed organi (occhio, cuore, polmoni, fegato, reni, meningi e cute).

A livello dell’occhio questa sindrome è caratterizzata dalla deposizione di materiale pseudoefoliativo simil amiloide sulla capsula anteriore del cristallino, sul corpo ciliare, sulla zonula, sul margine pupillare dell’iride, sull’endotelio corneale, sul vitreo anteriore e sul trabecolato dell’angolo irido-corneale.

cataratta-pseudoesfoliativa

Immagine da Quantitative measurement of pseudoexfoliation in the anterior segment of the eye performed in visible light (Koprowski R et al.)

La PEX è un fattore di rischio per il glaucoma ed è correlata ad un aumentata incidenza di cataratta.

La sindrome pseudo esfoliativa (PEX) è un reperto spesso occasionale all’esame clinico del paziente, a causa dello scarso corredo sintomatologico. Esaminando la capsula anteriore del cristallino in midriasi, si possono distinguere tre zone:

  • un disco centrale, di aspetto omogeneo, delimitato dalla presenza di materiale PEX di aspetto bianco-grigiastro, disposto in modo circolare
  • una zona intermedia, di aspetto rugoso, nella quale talvolta si apprezzano delle strie radiali; questa zona potrebbe essere il risultato dello sfregamento meccanico del margine pupillare sulla capsula anteriore
  • una zona periferica, di aspetto granulare in periferia e di colore bianco centralmente, altra sede di deposito di questo materiale.

L’aspetto più caratteristico è proprio quello del bordo anteriore della zona più periferica, che si presenta irregolare e “arricciato”, come se la capsula stessa tendesse a sbucciarsi.

Il materiale PEX si può riscontrare anche sul bordo pupillare, dove assume un aspetto furfuraceo, e sulla superficie anteriore dell’iride. Quest’ultima, inoltre, va trans illuminata per individuare segni di atrofia, che si manifesta sottoforma di difetti intrastromali radiali sulla sua porzione sfinterica.

A questo proposito, è noto che l’iride di individui affetti da questa sindrome è caratterizzato da una scarsa midriasi, anche dopo l’instillazione dei colliri.

PEX e INTERVENTO DI CATARATTA

I pazienti con PEX che si sottopongono ad intervento di cataratta, hanno un rischio maggiore di complicanze, intra e post operatorie; Le principali sono:

  • possibilità sublussazione o lussazione della IOL
  • Scompenso corneale postoperatorio
  • Flogosi postoperatoria: Si può quindi osservare con maggiore frequenza nell’immediato postoperatorio Tyndall, fibrina in camera anteriore e formazione di sinechie posteriori.
  • Sacrsa midriasi, secondaria ad infiltrazione dello stroma iride con matrice extracellulare eccessiva che causa una meccanica ostruzione durante la midriasi

Prima dell’intervento è importante determinare se esiste una debolezza/dialisi della zonula e del cristallino.

Fattori di rischio associati all’instabilità della zonula  sono: l’età, la profondità della camera anteriore (< 2.5 mm centralmente), la densità della cataratta, la dimensione della pupilla, lo stato della pressione oculare/glaucoma, atrofia pupillare, e la presenza di pigmento nell’angolo iridocorneale.

Interessante è notare che il grado di PEX non sembra essere correlato al grado di lassità zonulare.

E’ importante affidarsi ad un chirurgo esperto per un’attenta pianificazione preparatoria e garantire un intervento efficace e sicuro.

Inoltre è necessario un adeguato follow up Inoltre, è necessario un adeguato follow-up dei pazienti dopo l’intervento chirurgico per valutare la funzionalità delle cellule endoteliali, per monitorare il glaucoma e la fimosi capsulare e per esaminare la corretta posizione e la centratura IOL.

Congiuntivite

La congiuntivite è un’infiammazione della congiuntiva che, talvolta, interessa anche la cornea.  
È una malattia molto comune, perché la congiuntiva è particolarmente esposta agli agenti esterni.

I tipi di congiuntivite si differenziano tra loro a seconda delle cause che le generano.
Riconosciamo, quindi:

1. Infettiva (virale, batterica o da funghi);

2. Allergica;

3. Irrittattiva (fumo, corpi estranei, esposizione eccessiva alla luce, vento,…).

Congiuntivite

Il paziente lamenta lacrimazione eccessiva, bruciore, fotofobia, sensazione di avere sabbia negli occhi, secrezione (abbondante e giallastra nella forma batterica; scarsa e biancastra nella virale) con gli occhi che tendono ad “appiccicarsi”, soprattutto al mattino. Prurito abbondante e gonfiore palpebrale nella forma allergica.

Le forme batterica e virale sono estremamente infettive!

LA terapia varia a seconda del tipo. Generalmente si ricorre a colliri o pomate (lacrime artificiali, antibiotici, antistaminici e cortisonici) e, più raramente, a medicinali assunti per bocca (per via sistemica).

Dottor Fabrizio Scotti

Sono un medico oculista ospedaliero e svolgo la libera professione nel mio studio a Cernusco sul Naviglio, in Martesana. Visito privatamente anche in due studi oculistici a Milano e Bergamo. I pazienti si rivolgono a me per regolari controlli della vista o per risolvere problematiche oculari importanti.

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