Mosche volanti e lampi di luce: quando preoccuparsi

Quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno visto comparire piccoli puntini, filamenti o ragnatele che sembrano muoversi davanti agli occhi.

Molti li descrivono come “moscerini”, “fili trasparenti” o “mosche volanti”. In medicina vengono chiamati miodesopsie.

Nella maggior parte dei casi sono innocue. Tuttavia, quando compaiono improvvisamente o sono associate a lampi di luce, possono rappresentare il segnale di un problema retinico che richiede una valutazione specialistica urgente.

Vediamo perché si formano, quando è normale osservarle e quando invece è opportuno rivolgersi rapidamente all’oculista.

All’interno dell’occhio è presente una sostanza gelatinosa e trasparente chiamata corpo vitreo, che riempie gran parte del bulbo oculare.

Con il passare degli anni questa gelatina tende lentamente a modificarsi:

  • perde parte della sua struttura originaria;
  • si liquefa progressivamente;
  • forma piccole condensazioni o aggregati di fibre.

Quando la luce attraversa l’occhio, queste minuscole opacità proiettano un’ombra sulla retina, che viene percepita come una macchia mobile.

Per questo motivo le mosche volanti sembrano spostarsi quando muoviamo gli occhi e risultano particolarmente evidenti osservando superfici chiare come:

  • una pagina illuminata.
  • il cielo;
  • un muro bianco;
  • lo schermo del computer;

Le miodesopsie possono comparire a qualsiasi età, ma sono più frequenti in:

  • persone miopi;
  • soggetti sopra i 50 anni;
  • persone sottoposte a intervento di cataratta;
  • pazienti che hanno avuto traumi oculari;
  • soggetti con infiammazioni intraoculari.

I miopi, in particolare, tendono a svilupparle più precocemente perché il vitreo va incontro a modificazioni anticipate rispetto alla popolazione generale.

I lampi di luce, chiamati fotopsie, sono brevi flash luminosi percepiti soprattutto:

  • al buio;
  • durante i movimenti degli occhi;
  • nelle zone periferiche del campo visivo.

Molte persone li descrivono come:

  • piccoli fulmini;
  • scintille;
  • flash fotografici.

A differenza delle mosche volanti, non sono causati da ombre interne all’occhio.

Si verificano quando il vitreo esercita una trazione meccanica sulla retina, stimolandola e facendole percepire luce anche in assenza di uno stimolo luminoso reale.

Con l’età il corpo vitreo tende progressivamente a separarsi dalla retina.

Questo fenomeno prende il nome di distacco posteriore del vitreo ed è estremamente frequente.

Durante questa fase possono comparire:

  • nuove mosche volanti;
  • lampi di luce;
  • improvvisa percezione di filamenti o anelli scuri.

Nella maggior parte dei casi il processo si conclude senza conseguenze.

Tuttavia, in alcuni soggetti il vitreo può esercitare una trazione eccessiva sulla retina provocando una rottura retinica.

È proprio per questo motivo che la comparsa improvvisa di questi sintomi richiede una visita specialistica.

È consigliabile eseguire una visita oculistica in tempi brevi se compare uno dei seguenti sintomi

  • Comparsa improvvisa di numerose mosche volanti
  • Lampi di luce ripetuti
  • Tenda o ombra periferica
  • Riduzione della vista
  • Traumi oculari anche in assenza di sintomi immediati

La comparsa improvvisa di numerose mosche volanti, soprattutto se associate a lampi di luce, non dovrebbe essere sottovalutata, in particolare nei soggetti miopi.

La miopia, infatti, è associata a una maggiore fragilità della retina periferica e a un rischio più elevato di sviluppare rotture retiniche o distacco di retina.

Nella maggior parte dei casi questi sintomi sono legati a un normale distacco posteriore del vitreo, ma è impossibile distinguere autonomamente le situazioni innocue da quelle che richiedono un trattamento.

Per questo motivo è consigliabile eseguire una visita oculistica entro pochi giorni, e possibilmente entro 24-48 ore dalla comparsa dei sintomi.

Se viene individuata una rottura retinica prima che evolva in un distacco di retina, spesso è possibile intervenire con un trattamento laser ambulatoriale, una procedura rapida che riduce significativamente il rischio di complicanze più gravi.

NONM esiste un processo di riassorbimento del vitreo ma nella maggior parte dei casi il cervello si abitua progressivamente alla loro presenza e tende a percepirle sempre meno.

Le opacità possono inoltre spostarsi e diventare meno fastidiose nel tempo.

Solo raramente risultano così invalidanti da richiedere trattamenti specifici (laser, chirurgia)

NOTA IMPORTANTE: Questo articolo ha scopo puramente informativo, non ha la pretesa di essere esaustivo e non sostituisce in alcun modo una visita medica o una valutazione specialistica. Se hai dubbi o sintomi, prenota una visita: ne parliamo insieme e troviamo la soluzione più adatta.

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