Occhio secco: perché brucia anche se lacrima

“Se l’occhio lacrima, come può essere secco?”

È una delle domande che i pazienti fanno più spesso durante una visita oculistica.

In realtà, contrariamente a quanto si pensa, la lacrimazione eccessiva è uno dei sintomi più frequenti dell’occhio secco. Molte persone convivono per mesi o anni con bruciore, fastidio, sensazione di sabbia negli occhi e lacrimazione continua senza immaginare che l’origine del problema sia proprio una scarsa qualità del film lacrimale.

Capire come funzionano le lacrime aiuta a comprendere questo apparente paradosso.

La superficie dell’occhio è costantemente ricoperta da un sottile strato chiamato film lacrimale.

Questo film non serve soltanto a mantenere l’occhio umido, ma svolge funzioni fondamentali:

  • protegge la cornea;
  • mantiene la superficie oculare liscia e trasparente;
  • migliora la qualità della vista;
  • difende da agenti esterni e microrganismi.

Quando il film lacrimale diventa insufficiente o instabile, la superficie dell’occhio si irrita e compaiono i sintomi dell’occhio secco.

Può sembrare una contraddizione, ma è un meccanismo di difesa molto comune.

Quando la superficie oculare si irrita, l’occhio reagisce producendo una grande quantità di lacrime “di emergenza”.

Queste lacrime sono abbondanti ma di scarsa qualità e non riescono a rimanere a lungo sulla superficie oculare.

Il risultato è che il paziente:

  • lacrima continuamente;
  • continua ad avvertire bruciore;
  • percepisce comunque l’occhio secco.

In altre parole, il problema non è la quantità di lacrime, ma la loro qualità.

L’occhio secco non si manifesta sempre nello stesso modo.

I sintomi più frequenti comprendono:

  • bruciore;
  • pizzicore;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • sensazione di sabbia negli occhi;
  • arrossamento;
  • lacrimazione eccessiva;
  • fastidio alla luce;
  • vista fluttuante o intermittentemente annebbiata;
  • affaticamento visivo.

Molti pazienti riferiscono che i sintomi peggiorano nel corso della giornata.

L’occhio secco può colpire chiunque, ma è più frequente in alcune categorie di persone.

Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • età superiore ai 50 anni;
  • menopausa;
  • utilizzo prolungato di computer e smartphone;
  • uso di lenti a contatto;
  • interventi oculari pregressi;
  • ambienti climatizzati o riscaldati;
  • alcune terapie farmacologiche;
  • malattie autoimmuni.

Anche la riduzione dell’ammiccamento durante l’utilizzo degli schermi contribuisce significativamente al problema.

ssa causa e, di conseguenza, non tutti richiedono lo stesso trattamento.

La terapia dipende dalla causa e dalla gravità del problema.

Le possibili strategie includono:

  • lacrime artificiali;
  • igiene palpebrale;
  • impacchi caldi;
  • trattamento delle ghiandole di Meibomio;
  • modifiche ambientali e comportamentali;
  • terapie antinfiammatorie nei casi più complessi.

Per questo motivo è importante evitare il “fai da te” e scegliere il trattamento più adatto dopo una valutazione specialistica.

Sì.

Quando utilizziamo computer, tablet o smartphone tendiamo a sbattere le palpebre molto meno frequentemente.

Questo favorisce l’evaporazione delle lacrime e aumenta i sintomi. Per chi lavora molte ore davanti a uno schermo può essere utile:

  • evitare flussi diretti di aria condizionata verso il viso.
  • fare pause regolari;
  • ricordarsi di ammiccare frequentemente;
  • mantenere una corretta distanza dal monitor;

NOTA IMPORTANTE: Questo articolo ha scopo puramente informativo, non ha la pretesa di essere esaustivo e non sostituisce in alcun modo una visita medica o una valutazione specialistica. Se hai dubbi o sintomi, prenota una visita: ne parliamo insieme e troviamo la soluzione più adatta.

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