
“Se l’occhio lacrima, come può essere secco?”
È una delle domande che i pazienti fanno più spesso durante una visita oculistica.
In realtà, contrariamente a quanto si pensa, la lacrimazione eccessiva è uno dei sintomi più frequenti dell’occhio secco. Molte persone convivono per mesi o anni con bruciore, fastidio, sensazione di sabbia negli occhi e lacrimazione continua senza immaginare che l’origine del problema sia proprio una scarsa qualità del film lacrimale.
Capire come funzionano le lacrime aiuta a comprendere questo apparente paradosso.
Cos’è davvero l’occhio secco?
La superficie dell’occhio è costantemente ricoperta da un sottile strato chiamato film lacrimale.
Questo film non serve soltanto a mantenere l’occhio umido, ma svolge funzioni fondamentali:
- protegge la cornea;
- mantiene la superficie oculare liscia e trasparente;
- migliora la qualità della vista;
- difende da agenti esterni e microrganismi.
Quando il film lacrimale diventa insufficiente o instabile, la superficie dell’occhio si irrita e compaiono i sintomi dell’occhio secco.
Perché l’occhio secco può provocare lacrimazione?
Può sembrare una contraddizione, ma è un meccanismo di difesa molto comune.
Quando la superficie oculare si irrita, l’occhio reagisce producendo una grande quantità di lacrime “di emergenza”.
Queste lacrime sono abbondanti ma di scarsa qualità e non riescono a rimanere a lungo sulla superficie oculare.
Il risultato è che il paziente:
- lacrima continuamente;
- continua ad avvertire bruciore;
- percepisce comunque l’occhio secco.
In altre parole, il problema non è la quantità di lacrime, ma la loro qualità.
Quali sono i sintomi più comuni?
L’occhio secco non si manifesta sempre nello stesso modo.
I sintomi più frequenti comprendono:
- bruciore;
- pizzicore;
- sensazione di corpo estraneo;
- sensazione di sabbia negli occhi;
- arrossamento;
- lacrimazione eccessiva;
- fastidio alla luce;
- vista fluttuante o intermittentemente annebbiata;
- affaticamento visivo.
Molti pazienti riferiscono che i sintomi peggiorano nel corso della giornata.
Chi è più a rischio?
L’occhio secco può colpire chiunque, ma è più frequente in alcune categorie di persone.
Tra i principali fattori di rischio troviamo:
- età superiore ai 50 anni;
- menopausa;
- utilizzo prolungato di computer e smartphone;
- uso di lenti a contatto;
- interventi oculari pregressi;
- ambienti climatizzati o riscaldati;
- alcune terapie farmacologiche;
- malattie autoimmuni.
Anche la riduzione dell’ammiccamento durante l’utilizzo degli schermi contribuisce significativamente al problema.
ssa causa e, di conseguenza, non tutti richiedono lo stesso trattamento.
Come si cura?
La terapia dipende dalla causa e dalla gravità del problema.
Le possibili strategie includono:
- lacrime artificiali;
- igiene palpebrale;
- impacchi caldi;
- trattamento delle ghiandole di Meibomio;
- modifiche ambientali e comportamentali;
- terapie antinfiammatorie nei casi più complessi.
Per questo motivo è importante evitare il “fai da te” e scegliere il trattamento più adatto dopo una valutazione specialistica.
Gli schermi peggiorano davvero l’occhio secco?
Sì.
Quando utilizziamo computer, tablet o smartphone tendiamo a sbattere le palpebre molto meno frequentemente.
Questo favorisce l’evaporazione delle lacrime e aumenta i sintomi. Per chi lavora molte ore davanti a uno schermo può essere utile:
- evitare flussi diretti di aria condizionata verso il viso.
- fare pause regolari;
- ricordarsi di ammiccare frequentemente;
- mantenere una corretta distanza dal monitor;
NOTA IMPORTANTE: Questo articolo ha scopo puramente informativo, non ha la pretesa di essere esaustivo e non sostituisce in alcun modo una visita medica o una valutazione specialistica. Se hai dubbi o sintomi, prenota una visita: ne parliamo insieme e troviamo la soluzione più adatta.

